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26.4.11

POSSO

Ho visto le onde abbattersi
sulla barca
dondolava sul mare
orfana di comandi
sul tavolo verde
rotolavano la sorte
i dadi
senza poterli arrestare
in quella corsa spasmodica
scivolavo
sul ponte
senza riuscire ad afferrare una cima
senza poter fuggire
attendevo
che i numeri svegliassero
la mia speranza doma
le parole
mi si bloccavano in gola
la paura
mi avvolgeva
la mente
sola
batteva il cuore
per pompare
le mie emozioni
spente
l'anima
si abbandonava
nel miracolo
ad un destino senza appello
quante volte ho sbagliato
quante volte ho barato
quante volte ho provato
ho anche vinto
la mia forza
quella dei momenti migliori
si incunea
sotto il peso degli eventi
mi solleva
mi spinge al combattimento
ignobile paura
con le tue mani
fredde
stringi alla gola
la mia volontà
ti brucerà ogni velleità
la barca alla deriva
condurrò in porto
non attenderò i numeri
per conoscere il vincitore
ci proverò
sempre.

25.4.11

PAROLE E EMOZIONI

Ho imparato a giocare
con le parole
semplici
gonfie di viva tensione
come stare in croce
inascoltato
inesploso
solo
in mezzo alla gente.
Ma felice di dare
un tono
movimento musicale
al rumore di una vita agiata
sempre forte
sin dentro i timpani
a sbattere le membrane
perforare
la coscienza attonita.
Ho imparato a giocare con le parole
per dar voce alle emozioni
senza timore
di violare i tuoi pensieri
certo di inseguire
i tuoi sentimenti
afferrarli
accarezzarli
avvolgerli
con la forza di una passione nuova
sapore di certezze
per un vagabondo
di un mondo sconvolto.

10.4.11

NON CI STO!

E' la fioca luce di un nuovo sole
desta il mio sonno.
Mi stropiccio gli occhi gonfi
sento il freddo della notte.
Un albero
forse da più di cent'anni piantato in questa terra
mi saluta il nuovo giorno.
Volevo correre
mangiarmi l'asfalto
perché la testa mi scoppiava.
Ma un'idea mi ha trapassato
mi ha ricordato il tepore di un affetto amico.
Ho abbandonato la strada.
Non mi sono vergognato.
Solo addormentato.

9.4.11

POESIA

Immediata sensazione
di fondo
scavi lentamente
troppo
muovi la parola
senza apparente persuasione
contro le poche note
assordante ripetitività
di un linguaggio
senza identità
come scontrare
la resistenza
dura e nuda
della roccia nuova
con un piccone
dal suono scheggiato
che fa eco
alla facile ironia
di relegarti
a dar colore
a un'età di sogno e fantasia.
Ma come è severa
la tua rivincita
che non perdona
più di una volta
impoverisce il sentimento
lascia l'uomo prigioniero
del suo corpo
triste e vuoto
senza parole.