Un corvo gracchia
sul terreno
arido
una foglia
lentamente
scivola via sospesa
lontano
un grido squarcia
l'orizzonte muto
e il pastore spinge il gregge
nel ricovero dell'ovile
in un giorno triste
scena di un gioco vile
i bambini sono in classe
e quell'uomo alza gli occhi al cielo
impotente
l'aereo militare è in picchiata
e il paracadute si apre
scansiona
l'esplosione
sul muro della scuola
nessuno può piangere
l'immagine strappata
di una rabbia
strozzata in gola
tante piccole grandi speranze
per pagare il conto
di un uomo senza coraggio.
Ho tentato di rincorrere le parole di ogni giorno/di fissare le sensazioni nella traccia della mia identità/con semplicità e senza privarmi dell'ingenuità/di guardare/lì dove è vissuto/sia tempo perso/esperienze smarrite/in racconti senza fede/frutto di banali luoghi comuni/leggerezza e concretezza di piccole cose/che riscriverò ogni giorno/forma e tempo di curiosità e pensiero.
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19.10.11
17.10.11
14.10.11
La vita della natura
Una sagoma irregolare
disegna il tavolo
al centro
uno strano candelabro
una lattina di cola ammaccata
una PET dimezzata
due bracci su un vecchio contenitore
si scioglie la cera delle candele
per dar vita alla fiamma
e all'ombra di quella luce fioca
prende forma un nugolo
di api
lavorano insieme
per festeggiare la vita.
disegna il tavolo
al centro
uno strano candelabro
una lattina di cola ammaccata
una PET dimezzata
due bracci su un vecchio contenitore
si scioglie la cera delle candele
per dar vita alla fiamma
e all'ombra di quella luce fioca
prende forma un nugolo
di api
lavorano insieme
per festeggiare la vita.
12.10.11
3.10.11
UN PADRE E UNA FIGLIA
Una figlia domanda
e un padre risponde
con semplicità
dolce tepore
che riscalda una speranza
mai perduta.
Un padre domanda
e una figlia risponde
come sempre
è la natura delle cose.
Ma le chiacchiere stendono
una fitta coltre di nebbia
avvolgono il cuore dell'esistenza
nella foresta dei sogni perduti
ignobili gnomi
vagano mai domi
pronti a rapire
il senso delle parole
narrano
di orchi solitari e crudeli
che i bambini vogliono imprigionare
nel dubbio
di una scelta imposta
ascoltare
le parole di ignoti
e smarrire la traccia
della propria identità.
Cantano gli gnomi in coro
la litania delle virtù
di un mondo povero e triste
vogliono rubare
la gioia dei piccoli segreti
zittire
l'intimità famigliare
spezzare il filo
tra un uomo e il suo futuro
credono
che gli uomini s'arrendano
e i bambini diventare
in un battito d'ali
adulti.
Una figlia domanda
e un padre risponde
stende una mano
e la figlia l'afferra
soffiano le emozioni
e spazzano via la nebbia
gioia
di una realtà unica e irripetibile.
Un padre domanda
e una figlia risponde
le lacrime scorrono
e bagnano ogni esitazione
quando la poesia avvolge ogni stupido dubbio.
Un padre e una figlia s'incamminano
lungo il sentiero dell'età
senza guardarsi indietro
senza ricordi ne pietà
degli gnomi prigionieri
nella foresta
della loro triste esistenza.
e un padre risponde
con semplicità
dolce tepore
che riscalda una speranza
mai perduta.
Un padre domanda
e una figlia risponde
come sempre
è la natura delle cose.
Ma le chiacchiere stendono
una fitta coltre di nebbia
avvolgono il cuore dell'esistenza
nella foresta dei sogni perduti
ignobili gnomi
vagano mai domi
pronti a rapire
il senso delle parole
narrano
di orchi solitari e crudeli
che i bambini vogliono imprigionare
nel dubbio
di una scelta imposta
ascoltare
le parole di ignoti
e smarrire la traccia
della propria identità.
Cantano gli gnomi in coro
la litania delle virtù
di un mondo povero e triste
vogliono rubare
la gioia dei piccoli segreti
zittire
l'intimità famigliare
spezzare il filo
tra un uomo e il suo futuro
credono
che gli uomini s'arrendano
e i bambini diventare
in un battito d'ali
adulti.
Una figlia domanda
e un padre risponde
stende una mano
e la figlia l'afferra
soffiano le emozioni
e spazzano via la nebbia
gioia
di una realtà unica e irripetibile.
Un padre domanda
e una figlia risponde
le lacrime scorrono
e bagnano ogni esitazione
quando la poesia avvolge ogni stupido dubbio.
Un padre e una figlia s'incamminano
lungo il sentiero dell'età
senza guardarsi indietro
senza ricordi ne pietà
degli gnomi prigionieri
nella foresta
della loro triste esistenza.
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