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26.2.12

Adolescente ingenuità

Un attimo
per avventurarsi
in un mondo sentito
il sapore
della prima volta
e ripetere
un'altra storia
con la curiosità
di non saperne ancora
abbastanza
non credere nel domani
con i piedi per terra
afferrare l'emozione fuggente
e ridere della quotidianità
di un anno trascorso
lungo e buio
sospirando la libertà.

18.2.12

Dov'è l'intimità?

Si
ci giochiamo proprio tutto
senza rivincite
né giustificazioni
l'intimità
è penetrare
con leggerezza e sentimento
un battito d'ali
una farfalla veleggiare
che ci spinge in alto
e ci avvolge
della paura di precipitare
ci troviamo
bambini
in un mondo da esplorare
ma senza ingenuità
inseguiti passo passo
da sospetti e amare esperienze
ciechi di pudore
forme di una mente
pigra e annoiata
non ci aspettiamo
un giorno
di precipitare
sentirci mancare il respiro
non riuscire a muovere
neanche un braccio
confondere tutto con il passato
si possono imprigionare i sentimenti
vestirli a festa tutto l'anno
senza guardare mai
lei negli occhi
godremmo della tranquillità
di un'esistenza senza rimpianti
di una quotidianità senza tensioni
via per un sentiero in montagna
di ripetizioni e ripetizioni
della forma di un mondo inclemente
delle nostre bizzarre idee
e la nostra intimità
così lontana
terreno insidioso
di un pensiero rimosso
ma in cerca di suggestioni
di nuovi itinerari
da percorrere in compagnia
condividere emozioni e provare la passione
dell'attimo
per tutta la vita
farfalla
che vola di fiore in fiore
ne gusta il nettare
prima di essere intrappolata
e restare senza vita
in una collezione di immobile bellezza.

6.2.12

IL DOVERE DI AMARE

Sin da piccoli
vogliono imprigionarci
farci credere
che amare è un dovere
la maestra di scuola
sempre prodiga
a spiegare
i sacrifici dei genitori
chiedere
l'impegno dei bambini
ricambiare un dono
come merce
in un'economia primitiva
quella di catechismo
e il prete sull'altare
per imporre
il sacrificio del signore
e negarne il diritto
di dire no
sterile cerimoniale pagano
durante tutta la vita
ti insegnano ad annuire
mai a dir di no
l'amore ne soffre
si ammala di inedia
ci lascia senza sapore
il gigione ne rivendica il possesso
preso dal silenzio
dell'insoddisfazione
nutre la sua fame
del tempo di tutti noi
avido ego
di malcelata isteria
trascorrono i giorni
lenti
e nessuno si preoccupa
di porre rimedio
a una lunga agonia
che spoglierà la fede
e lascerà il pianto
a bagnare la mediocrità
del pentimento
forma di una società
alla ricerca di un alibi
pronta a redimersi
nel giro di un istante
solo per riguadagnare una preferenza
soffocare il no
con il ricatto e la meschinità.