Sgorga alla fonte finalmente libera
di respirare
tutta la sua natura
senza rimpianti
con inaspettata gioia
beve quella sete
che il pensiero ha impoverito
con anni di buio e speranza svilita
senza indugio
alla ricerca
di una passione orfana d'identità
come smarrita tra le dune sabbiose
di un deserto lontano
da ogni affetto
dimentico di quei momenti
in cui ti afferravi
mai sazio
al seno
pace di quell'angoscia
che si insinuava nell'arco del sole
da levante
per salire e ripiombare
nel timore di un buio freddo
inclemente del bocciolo
in lotta
per regalare ai tuoi occhi
l'illusione di poter esprimere
un pensiero
che arresti la forsennata corsa
verso una mediocre esistenza
di poter inchiodare su un grezzo asse
un'aspettativa di certezza e conoscenza
che l'occhio possa apprezzare e la memoria ricordare
finalmente libero di poterti guardare
mentre ti tuffi senza esitazione
giù dalle rapide
per scorrere sempre più veloce
accarezzando con veemenza
ogni cosa
possa ostacolare il tuo passo
più impetuoso che mai
a scalfire una roccia di sentimenti smarriti
come uno scalpello che scava
sotto i colpi del martello
senza sosta
invadi il mio pensiero
per domare il mio cuore
in una morsa di passione galeotta
mai sazia del tempo che fugge
mai doma dell'attimo che si consuma
ma felice nella scia
del tuo scorrere spontaneo verso un'avventura
priva di un'idea
ma ricca di progetti di conquista
di ore trascorse a tracciare linee parallele
su un album di vita e passioni
nel preambolo di una storia
che tanta legna brucerà
per riscaldare i nostri cuori
per illuminare i nostri pensieri.
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