Assalita
e soffocata dal cuore
la mente
rifugge la realtà
per sprofondare
nelle sabbie del gelo.
Amareggiata
la rabbia ammutolisce
la gioia
di guardarsi in faccia
urlare
la passione ferita
afferrarti
e vivere di pelle
soltanto un attimo.
Suona melanconica
e le sue note si perdono
nello scambio rinviato
di un altro giorno
per riprendere un passato
che si appesantisce
ruba le sensazioni
e soffoca la spontaneità di un sorriso
ti sbatte in faccia
la paura
sempre più presente.
C'è un tempo
che rischiare è viscerale
sfida
di amore e libertà
inconsapevole cammino
di errori e fantasie
di insensato coraggio
e esperienze spezzate.
C'è un tempo
che rinunciare è viscerale
paura
di non trovare le parole della passione
di ridere di sé stessi senza rimpianti.
Ho tentato di rincorrere le parole di ogni giorno/di fissare le sensazioni nella traccia della mia identità/con semplicità e senza privarmi dell'ingenuità/di guardare/lì dove è vissuto/sia tempo perso/esperienze smarrite/in racconti senza fede/frutto di banali luoghi comuni/leggerezza e concretezza di piccole cose/che riscriverò ogni giorno/forma e tempo di curiosità e pensiero.
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30.11.11
21.11.11
EMOZIONI
Le emozioni vivono
nelle parole
nei gesti
nei sogni
ma nei silenzi
si spengono.
La vita delle emozioni
è breve
intensa
ma senza appello
le parole
non possono fallire
i gesti ritardare
i sogni
infrangersi.
La memoria delle emozioni è galeotta
rifugge dalla realtà
cerca la libertà
di tener fuori dal mondo
la propria viltà
la speranza
di non essere scoperti.
E quando i silenzi governano
le emozioni sono passate
i gesti legati
i sogni perduti.
nelle parole
nei gesti
nei sogni
ma nei silenzi
si spengono.
La vita delle emozioni
è breve
intensa
ma senza appello
le parole
non possono fallire
i gesti ritardare
i sogni
infrangersi.
La memoria delle emozioni è galeotta
rifugge dalla realtà
cerca la libertà
di tener fuori dal mondo
la propria viltà
la speranza
di non essere scoperti.
E quando i silenzi governano
le emozioni sono passate
i gesti legati
i sogni perduti.
20.11.11
VORTICE
Mi ha afferrato
e senza parole
strappato via
ruotato nel profondo
e come a nuoto
in alto mare
cerco di riprendermi
il destino che fugge
davanti al mio sguardo
abbagliato
dai vivaci colori dei sentimenti
meravigliato
delle più semplici emozioni
evoca
l'accavallarsi degli anni trascorsi
nei quali la paura mi inseguiva
e cercavo un abbraccio
rassicurante
senza che capissi più di tanto
e poi i primi amori
senza chiedermi di deludere il mio orgoglio
senza perdermi in un banale racconto
dichiarazioni e umiliazioni di un adolescente
una pista sulla neve
che mi ha portato a valle
senza fatica
attraverso anni di gioia e stupide amarezze
mi ha donato
una paternità incredula
che non volevo rifiutare
che in realtà mi ha lusingato
una porta che mi ha aperto
un paesaggio incontaminato
reso contadino
di un campo pronto alla semina
di un futuro di nuovo intorno al gioco
nuoto in alto mare
allungando le bracciate
a contrastare l'inerzia della spuma marina
che rischia di lasciarmi alla deriva
di deridere ogni mio tentativo
di conquistare qualche metro
e sentirmi sicuro
di una maturità
negli anni a venire
nel lavoro
per partecipare
a un disegno sociale scevro d'avidità
nell'educazione allo sport
per sognare
una semplicità senza adulazione
un veniale romanticismo
fugge la solitudine
da un cuore che non teme
l'egoismo di una quotidianità
manipolata senza religione
in ogni cosa sazia di meraviglia
senza sotterfugi
giorno dopo giorno
il mio passo incede
in compagnia della mai perduta curiosità
di navigare con passione
sprezzante del soldo
meravigliato del mondo.
e senza parole
strappato via
ruotato nel profondo
e come a nuoto
in alto mare
cerco di riprendermi
il destino che fugge
davanti al mio sguardo
abbagliato
dai vivaci colori dei sentimenti
meravigliato
delle più semplici emozioni
evoca
l'accavallarsi degli anni trascorsi
nei quali la paura mi inseguiva
e cercavo un abbraccio
rassicurante
senza che capissi più di tanto
e poi i primi amori
senza chiedermi di deludere il mio orgoglio
senza perdermi in un banale racconto
dichiarazioni e umiliazioni di un adolescente
una pista sulla neve
che mi ha portato a valle
senza fatica
attraverso anni di gioia e stupide amarezze
mi ha donato
una paternità incredula
che non volevo rifiutare
che in realtà mi ha lusingato
una porta che mi ha aperto
un paesaggio incontaminato
reso contadino
di un campo pronto alla semina
di un futuro di nuovo intorno al gioco
nuoto in alto mare
allungando le bracciate
a contrastare l'inerzia della spuma marina
che rischia di lasciarmi alla deriva
di deridere ogni mio tentativo
di conquistare qualche metro
e sentirmi sicuro
di una maturità
negli anni a venire
nel lavoro
per partecipare
a un disegno sociale scevro d'avidità
nell'educazione allo sport
per sognare
una semplicità senza adulazione
un veniale romanticismo
fugge la solitudine
da un cuore che non teme
l'egoismo di una quotidianità
manipolata senza religione
in ogni cosa sazia di meraviglia
senza sotterfugi
giorno dopo giorno
il mio passo incede
in compagnia della mai perduta curiosità
di navigare con passione
sprezzante del soldo
meravigliato del mondo.
19.10.11
UNA TRAGEDIA SENZA NOME
Un corvo gracchia
sul terreno
arido
una foglia
lentamente
scivola via sospesa
lontano
un grido squarcia
l'orizzonte muto
e il pastore spinge il gregge
nel ricovero dell'ovile
in un giorno triste
scena di un gioco vile
i bambini sono in classe
e quell'uomo alza gli occhi al cielo
impotente
l'aereo militare è in picchiata
e il paracadute si apre
scansiona
l'esplosione
sul muro della scuola
nessuno può piangere
l'immagine strappata
di una rabbia
strozzata in gola
tante piccole grandi speranze
per pagare il conto
di un uomo senza coraggio.
sul terreno
arido
una foglia
lentamente
scivola via sospesa
lontano
un grido squarcia
l'orizzonte muto
e il pastore spinge il gregge
nel ricovero dell'ovile
in un giorno triste
scena di un gioco vile
i bambini sono in classe
e quell'uomo alza gli occhi al cielo
impotente
l'aereo militare è in picchiata
e il paracadute si apre
scansiona
l'esplosione
sul muro della scuola
nessuno può piangere
l'immagine strappata
di una rabbia
strozzata in gola
tante piccole grandi speranze
per pagare il conto
di un uomo senza coraggio.
17.10.11
14.10.11
La vita della natura
Una sagoma irregolare
disegna il tavolo
al centro
uno strano candelabro
una lattina di cola ammaccata
una PET dimezzata
due bracci su un vecchio contenitore
si scioglie la cera delle candele
per dar vita alla fiamma
e all'ombra di quella luce fioca
prende forma un nugolo
di api
lavorano insieme
per festeggiare la vita.
disegna il tavolo
al centro
uno strano candelabro
una lattina di cola ammaccata
una PET dimezzata
due bracci su un vecchio contenitore
si scioglie la cera delle candele
per dar vita alla fiamma
e all'ombra di quella luce fioca
prende forma un nugolo
di api
lavorano insieme
per festeggiare la vita.
12.10.11
3.10.11
UN PADRE E UNA FIGLIA
Una figlia domanda
e un padre risponde
con semplicità
dolce tepore
che riscalda una speranza
mai perduta.
Un padre domanda
e una figlia risponde
come sempre
è la natura delle cose.
Ma le chiacchiere stendono
una fitta coltre di nebbia
avvolgono il cuore dell'esistenza
nella foresta dei sogni perduti
ignobili gnomi
vagano mai domi
pronti a rapire
il senso delle parole
narrano
di orchi solitari e crudeli
che i bambini vogliono imprigionare
nel dubbio
di una scelta imposta
ascoltare
le parole di ignoti
e smarrire la traccia
della propria identità.
Cantano gli gnomi in coro
la litania delle virtù
di un mondo povero e triste
vogliono rubare
la gioia dei piccoli segreti
zittire
l'intimità famigliare
spezzare il filo
tra un uomo e il suo futuro
credono
che gli uomini s'arrendano
e i bambini diventare
in un battito d'ali
adulti.
Una figlia domanda
e un padre risponde
stende una mano
e la figlia l'afferra
soffiano le emozioni
e spazzano via la nebbia
gioia
di una realtà unica e irripetibile.
Un padre domanda
e una figlia risponde
le lacrime scorrono
e bagnano ogni esitazione
quando la poesia avvolge ogni stupido dubbio.
Un padre e una figlia s'incamminano
lungo il sentiero dell'età
senza guardarsi indietro
senza ricordi ne pietà
degli gnomi prigionieri
nella foresta
della loro triste esistenza.
e un padre risponde
con semplicità
dolce tepore
che riscalda una speranza
mai perduta.
Un padre domanda
e una figlia risponde
come sempre
è la natura delle cose.
Ma le chiacchiere stendono
una fitta coltre di nebbia
avvolgono il cuore dell'esistenza
nella foresta dei sogni perduti
ignobili gnomi
vagano mai domi
pronti a rapire
il senso delle parole
narrano
di orchi solitari e crudeli
che i bambini vogliono imprigionare
nel dubbio
di una scelta imposta
ascoltare
le parole di ignoti
e smarrire la traccia
della propria identità.
Cantano gli gnomi in coro
la litania delle virtù
di un mondo povero e triste
vogliono rubare
la gioia dei piccoli segreti
zittire
l'intimità famigliare
spezzare il filo
tra un uomo e il suo futuro
credono
che gli uomini s'arrendano
e i bambini diventare
in un battito d'ali
adulti.
Una figlia domanda
e un padre risponde
stende una mano
e la figlia l'afferra
soffiano le emozioni
e spazzano via la nebbia
gioia
di una realtà unica e irripetibile.
Un padre domanda
e una figlia risponde
le lacrime scorrono
e bagnano ogni esitazione
quando la poesia avvolge ogni stupido dubbio.
Un padre e una figlia s'incamminano
lungo il sentiero dell'età
senza guardarsi indietro
senza ricordi ne pietà
degli gnomi prigionieri
nella foresta
della loro triste esistenza.
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