Ho tentato di rincorrere le parole di ogni giorno/di fissare le sensazioni nella traccia della mia identità/con semplicità e senza privarmi dell'ingenuità/di guardare/lì dove è vissuto/sia tempo perso/esperienze smarrite/in racconti senza fede/frutto di banali luoghi comuni/leggerezza e concretezza di piccole cose/che riscriverò ogni giorno/forma e tempo di curiosità e pensiero.
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15.9.11
Sprazzi d'estate
Un largo parcheggio
mi regala un sospiro profondo
una lunga passeggiata
per essere a strapiombo sul mare
una luce artificiale
per una pallida suggestione
sulla roccia
neanche quei volti stranieri
riescono a colorare la natura frodata
scende giù per il roccione
quell'affollato ristorante
ti aspetti il brusio delle voci
ma ti risponde il tintinnio delle posate
corre il ricordo nostalgico
alle riunioni chiassose
seduti per strada lungo i marciapiedi
volti illuminati
sinceri
e poco abbronzati
la serata trascorre
intorno ad una lattina vuota
neppure lo squillo del cellulare ti sveglia.
mi regala un sospiro profondo
una lunga passeggiata
per essere a strapiombo sul mare
una luce artificiale
per una pallida suggestione
sulla roccia
neanche quei volti stranieri
riescono a colorare la natura frodata
scende giù per il roccione
quell'affollato ristorante
ti aspetti il brusio delle voci
ma ti risponde il tintinnio delle posate
corre il ricordo nostalgico
alle riunioni chiassose
seduti per strada lungo i marciapiedi
volti illuminati
sinceri
e poco abbronzati
la serata trascorre
intorno ad una lattina vuota
neppure lo squillo del cellulare ti sveglia.
11.9.11
Sulle ali della spontaneità.
Lavoro al computer in un ufficio
tinteggiato di bianco sporco
ad appiattire la vista
nella stanchezza di un'altra giornata grigia
travolto
mi lascio afferrare volentieri
dalla vostra gioia
sconfessa la mia abietta abitudine
travolta dalla vostra fantasia poetica
la foresta buia e innominata
di gnomi cinici e infedeli
è squarciata
da un fascio di luce
vivo e profondo
un prato di tinte capriccio
si apre
sotto il calpestio dei miei passi
ormai sempre più decisi
volano le mie passioni
sulle ali della spontaneità.
tinteggiato di bianco sporco
ad appiattire la vista
nella stanchezza di un'altra giornata grigia
travolto
mi lascio afferrare volentieri
dalla vostra gioia
sconfessa la mia abietta abitudine
travolta dalla vostra fantasia poetica
la foresta buia e innominata
di gnomi cinici e infedeli
è squarciata
da un fascio di luce
vivo e profondo
un prato di tinte capriccio
si apre
sotto il calpestio dei miei passi
ormai sempre più decisi
volano le mie passioni
sulle ali della spontaneità.
9.9.11
DOMANI
Mi hanno gridato
cinico
mentre ero a teatro
nella mia vita
di passi falsi
in avanti
sentimenti rovesciati
in attimi d'azione
inconsapevole ingenuità
di una giovane età
che percorri spensierato
solo per fuggire
e quando hai perso
il tempo
ti ha girato le spalle
piegato
per stringere tra le mani
la tua testa pesante
di ricordi
che non ti fanno pensare
che ti costringono
a detestare
quel sole che sorge
ma troppo in fretta
quella sveglia che trilla
e senza pietà ti spinge sull'asfalto
a rubare il tempo
sul semaforo
ogni volta che stringe giallo
della scala
che a mano ti conduce
a rispondere al telefono
che ti chiederà di mentire
di negare il presente
e così viaggi
nell'idea di essere dimenticato
di non essere più amato
stordito e inconsapevole
cerchi un fiore
nel giardino di un senso perduto
vicino ma non lo vedi
hai dimenticato
di essere stato un bambino
in cerca della mano
di tuo padre
del sorriso di tua madre
di un piacere semplice e immediato
come la torta
che ha cadenzato i tuoi anni
in famiglia
con la gioia e lo stupore
del giorno dopo.
cinico
mentre ero a teatro
nella mia vita
di passi falsi
in avanti
sentimenti rovesciati
in attimi d'azione
inconsapevole ingenuità
di una giovane età
che percorri spensierato
solo per fuggire
e quando hai perso
il tempo
ti ha girato le spalle
piegato
per stringere tra le mani
la tua testa pesante
di ricordi
che non ti fanno pensare
che ti costringono
a detestare
quel sole che sorge
ma troppo in fretta
quella sveglia che trilla
e senza pietà ti spinge sull'asfalto
a rubare il tempo
sul semaforo
ogni volta che stringe giallo
della scala
che a mano ti conduce
a rispondere al telefono
che ti chiederà di mentire
di negare il presente
e così viaggi
nell'idea di essere dimenticato
di non essere più amato
stordito e inconsapevole
cerchi un fiore
nel giardino di un senso perduto
vicino ma non lo vedi
hai dimenticato
di essere stato un bambino
in cerca della mano
di tuo padre
del sorriso di tua madre
di un piacere semplice e immediato
come la torta
che ha cadenzato i tuoi anni
in famiglia
con la gioia e lo stupore
del giorno dopo.
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